Lavoro

Ex Ilva: Sospesi i Licenziamenti e Tavolo Permanente per Taranto

Il Governo italiano sospende i licenziamenti nell'indotto dell'ex Ilva e avvia un tavolo permanente per affrontare le sfide occupazionali e industriali di Taranto.

In Breve

Qual è la situazione attuale dei licenziamenti nell'indotto ex Ilva?
I licenziamenti nell'indotto dell'ex Ilva sono stati sospesi dal Governo italiano.
Cosa prevede il tavolo permanente per Taranto?
Il tavolo permanente mira a coordinare interventi e monitorare impatti occupazionali e opportunità di investimento.
Quali sono le linee guida del Governo per il futuro dell'ex Ilva?
Le linee guida puntano sulla decarbonizzazione e sull'uso di forni elettrici alimentati a DRI.

Il Governo italiano ha annunciato la sospensione dei licenziamenti nell’indotto dell’ex Ilva, un passo significativo per proteggere i posti di lavoro in un contesto già difficile. In aggiunta, è stato deciso di istituire un tavolo permanente per Taranto, coinvolgendo diversi ministeri, simile agli interventi già attuati per la Terra dei Fuochi e per il Giubileo 2025.

Questa iniziativa arriva in un momento critico, poiché Aigi, rappresentante di 28 aziende associate, aveva precedentemente comunicato l’intenzione di avviare 2.500 licenziamenti collettivi in vista della fermata dell’area a caldo, prevista entro la fine di ottobre. Tuttavia, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha chiesto alle associazioni datoriali di attendere l’esito della Corte d’Appello di Milano, che ha già adottato un decreto di sospensione dell’area a caldo, valido per 90 giorni.

Durante un incontro tenutosi l’8 settembre a Palazzo Chigi, sono stati discussi i dettagli di questa situazione con enti locali, associazioni datoriali e sindacati. Il tavolo permanente avrà il compito di coordinare gli interventi e monitorare le procedure, gli impatti occupazionali e le opportunità di investimento nella regione, puntando a un approccio complessivo piuttosto che a interventi isolati.

Le linee guida del Governo per il futuro dell’ex Ilva si concentrano sulla transizione verso un modello industriale più sostenibile, con un forte accento sulla decarbonizzazione. Sono previsti forni elettrici alimentati a DRI (Direct Reduced Iron) come parte di questa strategia. Le istituzioni locali hanno sollecitato misure normative specifiche per Taranto, inclusi il blocco delle procedure di licenziamento e il mantenimento di un polo siderurgico decarbonizzato.

Inoltre, è stata avanzata la proposta di candidare l’area come zona di accelerazione industriale ai sensi del regolamento UE, insieme a incentivi mirati, sgravi fiscali e decontribuzione pluriennale per le nuove assunzioni. Il sindaco di Taranto ha sottolineato l’importanza di tutelare i lavoratori e di garantire investimenti alternativi per riassorbire la forza lavoro, con particolare attenzione a chi è vicino alla pensione o ha subito esposizioni a sostanze inquinanti.

Il presidente di Confindustria ha evidenziato che, mentre l’area a caldo è attualmente ferma per decisione dell’autorità giudiziaria, l’area a freddo continua a operare. Ha inoltre avvertito che senza una cordata acquirente, i rischi di chiusura dell’impianto aumentano. La cordata proposta da Federacciai è stata definita seria, e si è fatto appello al Governo affinché valuti le offerte e scelga la migliore.

Le prossime azioni saranno determinate in base all’esito dell’udienza della Corte d’Appello di Milano, prevista per il 9 settembre, e alle decisioni dei magistrati riguardo al provvedimento di sospensione dell’area a caldo.

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