Economia

Cremonini lancia un ambizioso piano triennale da 600 milioni per la crescita internazionale

Il Gruppo Cremonini annuncia un piano triennale da 600 milioni per l'integrazione della catena del valore e l'internazionalizzazione, puntando a un fatturato di 7,5 miliardi entro il 2028.

In Breve

Qual è l'importo del piano triennale di Cremonini?
Il piano triennale prevede investimenti da 600 milioni di euro.
Qual è l'obiettivo di fatturato per il 2028?
L'obiettivo è raggiungere un fatturato di 7,5 miliardi di euro entro il 2028.
Dove si concentreranno le nuove aperture di Chef Express?
Le nuove aperture si concentreranno principalmente nel Mezzogiorno, in particolare in Puglia e nelle grandi isole.

Il Gruppo Cremonini ha recentemente presentato un piano triennale ambizioso, destinato a trasformare e potenziare la sua attività fino al 2028. Con un pacchetto di investimenti da 600 milioni di euro, l’azienda mira a implementare una catena del valore integrata, favorire l’internazionalizzazione e migliorare l’efficienza operativa.

Il principale obiettivo di questo piano è raggiungere un fatturato di 7,5 miliardi di euro entro il 2028, mantenendo un tasso di crescita medio del 9-10%. Inoltre, si prevede che i ricavi possano avvicinarsi ai 10 miliardi entro il 2030. Nel 2025, il Gruppo ha chiuso con un fatturato di oltre 6,4 miliardi, mentre il 2026 è considerato un anno di consolidamento, con un obiettivo di almeno 6,7 miliardi, nonostante le sfide legate all’aumento dei costi energetici che comprimono la marginalità.

Per il 2026, la prima tranche del piano prevede oltre 150 milioni di euro di investimenti, di cui circa 40 milioni saranno destinati al settore della ristorazione. In particolare, Chef Express, la divisione dedicata alla ristorazione, sarà oggetto di un’ottimizzazione strutturale e di un piano di nuove aperture, con un focus particolare sul Mezzogiorno, in particolare in Puglia e nelle grandi isole.

Nel segmento della ristorazione “in viaggio”, il Gruppo Cremonini ha confermato la sua partecipazione a gare per concessioni in aeroporti, stazioni ferroviarie e aree autostradali. Le restanti risorse saranno allocate alla produzione di carni bovine e salumi tramite Inalca e alla distribuzione per il mercato Ho.Re.Ca. attraverso Marr.

Marr, leader in Italia nella distribuzione all’Ho.Re.Ca. con un fatturato di circa 2,1 miliardi, sta attuando un piano di rinnovamento delle piattaforme logistiche, con nuove filiali già operative a Roma, in Lombardia e in Puglia, e avviando interventi di efficientamento nel Nord Italia. Tuttavia, il Gruppo ha segnalato come il calo dei consumi stia influenzando il settore della ristorazione, evidenziando un rallentamento degli ingressi nei pubblici esercizi. Secondo i dati Fipe, i consumi nella ristorazione in Italia sono sostanzialmente stabili, ma senza un trend brillante, a causa della perdita di potere d’acquisto.

Inalca, parte del Gruppo, gestisce oltre 230mila bovini tra Italia e Polonia e dispone di un grande polo produttivo a Sochocin, in Polonia, per la macellazione e lavorazione delle carni. In Italia, l’obiettivo è potenziare la base degli allevatori per migliorare l’integrazione della filiera bovina. Circa il 40% dei ricavi di Inalca proviene dall’estero, principalmente dall’Europa, ma anche da Africa e Russia. Il Gruppo non esclude ulteriori espansioni in Nord America, partendo dal Canada, dove è già presente con uno stabilimento per il confezionamento di salumi, attraverso piccole acquisizioni o joint venture con partner locali.

Le risorse del piano saranno impiegate per nuovi stabilimenti, piattaforme e ristoranti, in linea con la strategia e la filosofia dell’essere un’azienda di famiglia.

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