Innovazione

L’Intelligenza Artificiale e la Cattura della Conoscenza Tacita nel Settore Operativo

L'introduzione di agenti AI nel settore operativo sta rivoluzionando la cattura della conoscenza tacita, affrontando il paradosso di Polanyi e migliorando l'efficienza aziendale.

In Breve

Come l'AI aiuta a catturare la conoscenza tacita?
L'AI consente di raccogliere e analizzare la conoscenza tacita dei lavoratori, migliorando l'efficienza operativa.
Qual è il ruolo della conoscenza tacita nelle aziende?
La conoscenza tacita rappresenta fino all'85% del patrimonio informativo aziendale e non è sempre documentata.
Quali sono i benefici dell'uso di agenti AI nel settore operativo?
Gli agenti AI migliorano l'aggiornamento delle procedure, facilitano l'onboarding e ottimizzano la formazione continua.

L’introduzione di agenti di intelligenza artificiale (AI) nel settore operativo sta rivoluzionando il modo in cui le aziende catturano e gestiscono la conoscenza tacita dei loro lavoratori. Questo approccio innovativo affronta il paradosso di Polanyi, secondo cui la conoscenza tacita, frutto di esperienza pratica e interazioni informali, rappresenta una parte significativa del patrimonio informativo aziendale.

La conoscenza tacita può costituire fino all’85% delle informazioni utili all’interno di un’organizzazione, ma spesso non è documentata nelle procedure operative standard (SOP). Di conseguenza, le procedure centralizzate possono non rilevare gap operativi e rischiano di perdere competenze preziose quando il personale esperto lascia l’azienda.

Gli agenti AI, addestrati su SOP e materiali di onboarding, stanno dimostrando la loro utilità nel mettere in luce linee guida obsolete e lacune informative. Questo approccio bottom-up coinvolge i lavoratori di magazzino, vendita e logistica, permettendo loro di segnalare incongruenze, eccezioni e soluzioni pratiche. Le informazioni raccolte tramite interazioni con assistenti AI vengono utilizzate per aggiornamenti dinamici e automatizzati delle procedure e della formazione, trasformando l’expertise implicita in micro-learning accessibile e promuovendo un processo continuo di apprendimento.

Gli agenti moderni sono progettati per essere multimodali, capaci di ricevere e restituire informazioni attraverso audio, testo, immagini e video. Ciò consente, ad esempio, di segnalare verbalmente un problema o di inviare una foto di un allestimento, che può essere confrontata con il planogram e accompagnata da istruzioni correttive passo dopo passo. Inoltre, l’uso di modelli più piccoli e l’inferenza on-device consentono di mantenere i dati all’interno della rete aziendale, riducendo la latenza e aumentando la privacy degli utenti.

Tuttavia, l’implementazione efficace di queste tecnologie richiede partner con competenze specifiche e strumenti di sviluppo adeguati. Un rapporto del MIT ha rivelato che le aziende che collaborano con fornitori esterni hanno un tasso di successo dell’AI del 66%, rispetto al 33% per quelle che sviluppano internamente. Inoltre, non è sufficiente l’intervento dell’IT: studi del Stanford Digital Lab evidenziano che il supporto esecutivo, che promuove una cultura di sperimentazione e accetta il fallimento come parte del processo, è cruciale per il successo delle iniziative AI.

Secondo l’economista David Autor, le attività che richiedono flessibilità, giudizio e buon senso, tipiche della conoscenza tacita, risultano difficili da automatizzare. Tuttavia, l’integrazione di segnalazioni dal basso, agenti multimodali e processi di aggiornamento continuo può trasformare la conoscenza implicita in procedure e formazione strutturate. Questo approccio non solo migliora l’efficienza operativa, ma ha anche il potenziale di elevare la qualità del servizio e le condizioni di lavoro all’interno delle organizzazioni.

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