Economia

Performance Sanitarie: Disuguaglianze Regionali e Ruolo Economico-Finanziario

Analisi delle performance sanitarie in Italia, con focus sulle disuguaglianze regionali e l'importanza della dimensione economico-finanziaria.

In Breve

Qual è il ruolo della dimensione economico-finanziaria nelle performance sanitarie?
Contribuisce per il 12,7% alla performance complessiva dei sistemi sanitari regionali.
Quali sono le regioni con le migliori performance sanitarie?
Il Veneto, la Provincia autonoma di Trento e la Toscana sono le regioni più performanti.
Quali criticità persistono nel sistema sanitario italiano?
Persistono disuguaglianze territoriali e aree critiche come assistenza territoriale e long-term care.

Negli ultimi anni, l’attenzione verso la dimensione economico-finanziaria nella valutazione delle performance dei sistemi sanitari regionali è aumentata significativamente. Questa componente contribuisce per il 12,7% alla performance complessiva, posizionandosi al terzo posto dopo gli esiti (31,2%) e l’appropriatezza (27,5%). Rispetto alla rilevazione precedente, si registra un incremento di 1,6 punti percentuali.

Dal 2019 al 2025, l’indice medio nazionale di performance è cresciuto dal 43,4% al 46,1%. Tuttavia, le disuguaglianze territoriali rimangono marcate. Il Veneto si distingue come la regione più performante, con il 64% del valore massimo teorico, seguito dalla Provincia autonoma di Trento (62%) e dalla Toscana (61%). In contrapposizione, la Calabria si attesta come la regione con il valore più basso, pari al 36%.

Le regioni che mostrano i migliori risultati economico-finanziari gestiscono in modo efficiente le risorse, con una spesa sanitaria pubblica pro capite che si avvicina ai livelli medi europei. La spesa sanitaria totale pro capite standardizzata indica un buon equilibrio tra costi e qualità. Al contrario, le regioni del Sud, come Calabria (36%), Sicilia (35%) e Molise (31%), continuano a mantenere i livelli più bassi, sebbene si registrino miglioramenti in alcune aree. Ad esempio, la Calabria ha visto un incremento di 0,065 punti percentuali nel periodo 2019-2025.

È stata introdotta una nuova valutazione che considera la percezione di miglioramento dei servizi, oltre alla soddisfazione attuale. Chi percepisce progressi nei servizi sanitari tende a dichiararsi più soddisfatto, indipendentemente dal livello di performance. Tuttavia, solo il 18% della popolazione ha notato miglioramenti nel medio periodo, con variazioni regionali che vanno dall’8,6% del Trentino-Alto Adige al 25,9% di Abruzzo e Molise.

Un’area in cui si è registrato il miglioramento percepito è l’accesso ai farmaci, con il 30% della popolazione a livello nazionale che ha notato progressi. Al contrario, l’assistenza territoriale e la presa in carico della non autosufficienza rimangono ambiti critici, con percentuali di miglioramento percepito inferiori al 20%.

Gli stakeholder del sistema sanitario attribuiscono pesi differenti alla dimensione economico-finanziaria: il management aziendale le assegna un peso del 20,2%, le istituzioni del 12,2%, le professioni sanitarie del 12,2% e gli utenti solo il 6,5%. Nonostante il rafforzamento del ruolo della dimensione economico-finanziaria nella valutazione delle performance, le disuguaglianze territoriali e la percezione limitata dei progressi rimangono problematiche significative. Ciò è particolarmente evidente nei servizi territoriali e nella long-term care, richiedendo un impegno continuo per migliorare l’efficienza, la qualità dei servizi e ridurre le differenze regionali.

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