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Attacco informatico a Brevo: 347.000 clienti Trezor a rischio phishing

Un attacco informatico a Brevo ha messo a rischio 347.000 clienti di Trezor, esponendoli a email di phishing per rubare password di portafogli.

In Breve

Cosa è successo con Trezor e Brevo?
Un attacco a Brevo ha esposto 347.000 clienti di Trezor a email di phishing.
Qual è il rischio associato a questo attacco?
I clienti potrebbero essere vittime di furti di password e fondi.
Quali misure sta adottando Trezor?
Trezor sta rivalutando le relazioni con i fornitori e avvertendo i clienti.

Trezor, noto fornitore di portafogli per criptovalute, ha recentemente avvertito i propri clienti riguardo a un attacco informatico che ha colpito Brevo, il servizio utilizzato per l’invio delle newsletter. Questo attacco ha permesso ai criminali di inviare circa 347.000 email di phishing contenenti link dannosi, con l’obiettivo di rubare informazioni sensibili degli utenti.

Le email, che riportavano oggetti ingannevoli come “Critical Security Alert: STM32 Entropy Vulnerability”, contenevano un link che, una volta cliccato, scaricava un’applicazione malevola. Questa app richiedeva agli utenti di inserire la password di backup del proprio portafoglio, una mossa che avrebbe consentito agli aggressori di sottrarre in modo irreversibile i fondi degli utenti sulla blockchain pubblica.

Secondo quanto comunicato da Brevo, i criminali sono riusciti ad accedere a 138 account della piattaforma, sfruttando una vulnerabilità che ha permesso un accesso non corretto e indiscriminato a tutte le organizzazioni associate agli account compromessi. Trezor ha rassicurato i propri clienti, specificando che i suoi prodotti e il sistema di account non sono stati compromessi durante l’incidente.

In seguito a questo attacco, Trezor ha avviato una rivalutazione delle relazioni con i propri fornitori e ha avvertito i clienti che i loro indirizzi email potrebbero essere utilizzati nuovamente in futuri attacchi di phishing. Questo è il secondo incidente di sicurezza segnalato nelle ultime settimane; infatti, un precedente attacco al partner logistico ShipMonk aveva già esposto dati sensibili di almeno 81.000 acquirenti, compresi nomi, numeri di telefono e indirizzi email.

Le vittime di quell’incidente hanno ricevuto lettere con codici QR che rimandavano a pagine false, progettate per sottrarre la password del portafoglio. Questi eventi evidenziano il crescente rischio associato alla compromissione dei dati detenuti da terze parti, sottolineando come i possessori di criptovalute e altre risorse significative siano sempre più esposti a minacce mirate. Tra queste, si segnalano anche le aggressioni fisiche per estorcere password, note come “wrench attacks”.

È fondamentale che gli utenti di criptovalute rimangano vigili e adottino misure di sicurezza adeguate per proteggere i propri fondi e informazioni personali. Trezor e altre aziende del settore devono continuare a investire nella sicurezza dei dati e nella protezione dei propri clienti per prevenire futuri attacchi.

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