Leonardo Maria Del Vecchio Richiede un’Indagine su Delfin e il Consiglio di Amministrazione
Leonardo Maria Del Vecchio ha richiesto un'indagine su potenziali conflitti di interesse all'interno di Delfin, evidenziando criticità nella governance della holding.
In Breve
- Cosa ha richiesto Leonardo Maria Del Vecchio?
- Del Vecchio ha richiesto un'indagine su potenziali conflitti di interesse e maggiore trasparenza nella governance di Delfin.
- Quali sono le principali criticità sollevate?
- Criticità includono il rifiuto di fornire documentazione e incoerenze nelle decisioni del consiglio riguardo al riacquisto delle azioni.
- Qual è l'esposizione legale di Delfin negli Stati Uniti?
- Delfin è coinvolta in un accordo relativo a Brooks Brothers, con contestazioni ancora pendenti.
Il 29 agosto, Leonardo Maria Del Vecchio ha inviato una lettera formale ai commissari ai conti di Delfin, Fabio Scoyni e Lara Forte, chiedendo l’avvio di un’indagine su criticità nella gestione del board. Questa iniziativa arriva dopo la sua recente rinuncia agli incarichi operativi legati a EssilorLuxottica e riflette il suo desiderio di maggiore trasparenza nella governance della holding, che detiene il 32% di EssilorLuxottica e partecipazioni in importanti istituti finanziari come Mps (17,5%), Generali (10%) e UniCredit (2,8%).
Del Vecchio ha richiesto una verifica indipendente nell’interesse di tutti i soci, sottolineando il rifiuto sistematico da parte di Delfin di fornire documentazione richiesta dai suoi consulenti, inclusi dettagli sulla composizione del patrimonio della holding. L’ultima richiesta, datata 3 luglio 2026, è stata respinta dal board.
Un altro punto critico riguarda l’atteggiamento del consiglio rispetto all’operazione di riacquisto delle azioni acquistate dall’erede dai fratelli Luca e Paola. Secondo Del Vecchio, il board ha mostrato inizialmente disponibilità a sostenere l’operazione, ma poi ha subordinato il suo supporto a diverse approvazioni assembleari, intrattenendo trattative separate solo con alcuni azionisti.
La lettera di Del Vecchio dedica ampio spazio ai conflitti di interesse di alcuni membri del consiglio. Tra questi, la posizione del professor Mario Notari, che ha avviato una causa per compensi professionali contro eredi e legatari della famiglia ed è oggetto di un procedimento legale in Lussemburgo per la sua rimozione dal board. Inoltre, Notari ha redatto un atto di rinuncia all’usufrutto di Nicoletta Zampillo a favore di Rocco Basilico, atto attualmente contestato.
Del Vecchio ha anche sollevato dubbi sui ruoli sovrapposti di Romolo Bardin in Delfin e in Cdv Holdings, un veicolo legato a Claudio Del Vecchio, chiedendo chiarimenti su come il board abbia vigilato su potenziali conflitti di interesse.
In aggiunta, Del Vecchio ha evidenziato criticità relative alla partecipazione di Delfin in C.D. Holding, attraverso cui la holding familiare è entrata in Ceramica Dolomite. Delfin sarebbe entrata nel 2022 come socio privato versando 2 milioni di euro per una quota del 25%, ma ha successivamente affrontato richieste di nuovo capitale e un peggioramento dei risultati rispetto al piano originario. Nel 2024, la perdita aziendale è quasi raddoppiata, arrivando a 19,4 milioni, e Del Vecchio contesta la mancanza di informativa ai soci riguardo agli impegni assunti e alle modalità di monitoraggio dell’investimento.
Infine, la lettera mette in evidenza un’esposizione legale di Delfin negli Stati Uniti in relazione a Brooks Brothers. Secondo la documentazione pubblica citata, Delfin sarebbe coinvolta in un accordo tra azionisti dal 2016 e avrebbe detenuto circa il 7,5% della Class A equity al momento del fallimento nel 2020, con contestazioni e procedimenti ancora pendenti. Del Vecchio ha segnalato di non essere mai stato informato di questa esposizione né di eventuali accantonamenti o passività potenziali nei conti di Delfin connessi alla vicenda.
